Organo positivo di scuola napoletana costruito nel primo '700 e, forse, restaurato nel 1822 da Michelangelo Colameo. Le dimensioni della parte inferiore sono: L. cm. 58, h. cm. 52, P. cm. 43, mentre le dimensioni della parte superiore sono L. cm. 51,5, h. cm. 65, P. cm. 28. Nella parte superiore ci sono due sportellini che, aperti, mostrano una facciata dal profilo piatto composta da tre piramidi con 7 + 5 + 7 canne di facciata con la più grande posizionata al centro. Le bocche sono allineate nella piramide centrale mentre sono arcuate, con le più alte ai lati, in quelle laterali; sono con mitria segnata a scudo e barba segnata a scudo. Lo strumento è suddiviso in due unità; una contenente la manticeria sulla parte bassa e la seconda contenente il somiere, le meccaniche la tastiera e le canne. Tale strumento è del tipo a trasmissione meccanica sospesa per la tastiera e meccanica per l’inserimento dei registri. Il somiere della tastiera è del tipo a “tiro” con canale a ventilabro orizzontale per nota. La consolle è composta da una tastiera di 25 tasti (Do1 – Do3) in bosso i diatonici ed ebano i cromatici con prima ottava reale. Alla destra della tastiera troviamo la tavola di registrazione con gli appositi pomelli in ottone i quali, tirandoli verso l’esterno, inseriscono i registri. La disposizione fonica dispone di tre registri: Vigesimaseconda (1/2 piede), Vigesimanona e Trigesimaterza (ritornello al II Sol diesis). Le canne sono realizzate in lega di piombo stagno, tutte sono labiali ed hanno forma cilindrica. L’apparato della manticeria è costituito da due mantici a cuneo azionati da due corde che fuoriescono dai due fori laterali. La firma del costruttore è apposta tra la parte interna della tastiera e la catenacciatura. Il diapason è di 417 Hz, tipico degli strumenti napoletani del primo ottocento. Le dimensioni ridotte fanno pensare ad un organo da processione.
Fortepiano costruito a Londra nel 1834 dai fratelli Collard che ereditarono il brevetto di Muzio Clementi. Lo strumento ha un'estensione di 6 ottave da Fa2 a Fa6 ed è dotato di 4 gambe ed una falsa per l'unico pedale levasmorzi. La tavola frontale, sopra la tastiera, è asportabile ed ai lati sono praticate due apertura a traforo. Il coperchio è formato da due ribaltine ed un portello per la tastiera, tavola armonica in abete, ponticello in acero e caviglie in ferro.
Pianoforte-scrittoio francese per signora, databile al terzo decennio del XIX secolo, in palissandro laccato giallo con disegni floreali a china. Lo strumento, chiuso, misura mm. 340 x 540 x 760, all’interno vi è uno specchio al mercurio e tantissimi scomparti per attrezzi per cucito e scrittura. La piccola tastiera, estraibile, mostra 22 tasti in avorio e 15 in ebano (dal Fa3 al Fa 6), vi sono corde metalliche: per le 18 note più gravi una sola corda, mentre per le restanti 19 le corde sono doppie.
Pianoforte a 3/4 di coda, costruito da Ed. Seiler in Germania negli anni '40 e firmato sul cavigliere, Lo strumento è laccato nero con tre gambe rastremate verso il basso ed avvitate alla cassa, è fornito di coperchio con ribalta ed un portello per la tastiera. La tavola armonica è in abete e la tastiera di 85 note va dal La1 al La6, i martelletti hanno azione ascendente con sistema di leve a doppio scappamento.
Piano-cabinet inglese, interamente impiallacciato in acero con fregi a stucco dorato, è firmato: PATENT REPEATER / COLLARD & COLLARD / LATE / CLEMENTI, COLLARD & COLLARD / LONDON. Questo tipo di piano, che in effetti somiglia ad un armadio, fu costruito per la prima volta in Inghilterra nella prima metà del XIX secolo. Le caviglie e il somiere sono sulla sommità, mentre l'attacco delle corde è vicino al pavimento. Questa disposizione fu inventata contemporaneamente sia dall'inglese John Isaac Hawkins (1772-1855) che dal viennese Matthias Müller (1770 ca.-1844) ed ha la meccanica English sticker action e a baionetta. L'illustre Collard & Collard Piano Company fu originariamente fondata come "Longman & Broderip" nel 1767 che, oltre a produrre pianoforti, era anche una casa editrice che pubblicava le composizioni di Muzio Clementi. Questi, rilevò la fabbrica dandole il marchio Clementi & Company; nel 1815, ritiratosi, la ditta fu gestita dai fratelli Collard. Alla morte di Clementi, nel 1832, la ditta prese il nome di Collard & Collard late Clementi. La tastiera, in avorio e ebano, è costituita da sei ottave e cinque note (Do1 – Sol7). Lo strumento è tutto lastronato di acero fiammato con decorazioni in stucco dorato a porporina, presenta due gambe ottagonali rastremate verso il basso, ha due pedali in legno e, sopra la tastiera, l’alloggiamento delle corde contornato da due colonne con capitelli e una cimasa.
Pianoforte a tavolo a quattro pedali, tedesco risalente alla metà del XIX secolo, anonimo. Lo strumento è in noce , ha quattro gambe tornite e rastremate verso il basso, è largo mm. 1855 e profondo mm. 910 ed alto mm. 880. La tastiera ha 47 tasti in avorio e 33 ebano (da Do2 a Sol8), la tavola è in abete, il cavigliere è disposto sulla destra dello strumento e l’incordatura è disposta in maniera diagonale rispetto alla tastiera, vi sono quattro pedali, il quarto comanda tre campanelli ed un meccanismo di percussione di tutte le corde (turcheria). Vi è un coperchio con ribalta ed un portello per la tastiera, tutti in noce.
Pianoforte a tavolo danese, marchiato HORNUNG & MOLLER / KIÖBENHAVN / medaglione con le onorificenze ottenute a Paris 1885, London 1862, London 1851, all’interno vi è la scitta: HORNUNG & MOLLER / Kgl. Hof. / pianofortefabrik / patent / KIÖBENHAVN. Lo strumento, costruito intorno al 1870, in mogano, è lungo cm. 190, largo cm. 85 e alto cm. 91. La tastiera ha sette ottave (tranne l’ultimo Si e Si bem.), la tavola è in abete, il cavigliere è disposto sulla destra dello strumento e l’incordatura è disposta in maniera diagonale rispetto alla tastiera. Vi sono quattro gambe con rotelle finali, tornite alle estremità mentre il corpo è esagonale e rastremato verso il basso. Vi è un coperchio con ribalta ed un portello per la tastiera, tutti in mogano.
Pianoforte a tavolo anonimo, probabilmente tedesco databile alla metà del XIX secolo. Lo strumento è in palissandro, ha quattro gambe ottagonali e rastremate verso il basso, è largo mm. 1780 e profondo mm. 801. La tastiera ha 47 tasti in avorio e 33 ebano (da Do2 a Sol8), la tavola è in abete, il cavigliere è disposto sulla destra dello strumento e l’incordatura è disposta in maniera diagonale rispetto alla tastiera,vi è un solo pedale (levasmorzi). Vi è un coperchio con ribalta ed un portello per la tastiera, tutti in palissandro.
Spinetta, anonima, tipo arpicordo (secondo la definizione di J. H. van der Meer e Tagliavini) rettangolare. Il somiere di abete, posto sul lato corto destro, su un unico blocco di legno sormontato da una lamina di ottone, mostra due gruppi di caviglie per le note acute e quelle gravi. Le corde passano sul ponticello del somiere piegato a gomito, scorrono quasi perpendicolarmente alle leve dei tasti, superano il ponticello a “elle” presso l’attacco e si attaccano lungo il fondo dello strumento. I salterelli, disposti in maniera quasi parallela agli attacchi, pizzicano le corde, tese per gruppi due, uno verso l’esecutore e il successivo verso il fondo. Piccolo vano per gli utensili a sinistra. Tavola senza rosetta. Provenienza arco alpino e databile alla prima metà del XIX secolo. La tastiera, rientrante e decentrata sulla sinistra dello strumento, è dotata di 54 tasti (Do0 – Fa4) con i tasti ricoperti di lamine di ebano e quelli cromatici di osso bianco. Per ogni tasto vi è una sola corda in acciaio armonico e i salterelli hanno penne in ottone. Sui supporti delle tangenti vi è una stretta e lunga assicella smorzatrice. Sotto lo strumento ci sono due meccaniche, azionate con la parte superiore delle ginocchia, di cui solo la destra funzionante e che agisce sugli smorzi. Il colore e il fregio in oro non sono originali ma si avvicinano molto ai residui di vernice originale. Le dimensioni dello strumento sono mm. 1489 x 548 x 315 x mentre le gambe, a sezione quadrangolare e lievemente rastremate, sono alte mm. 577.
Armonium portativo (guida voce) italiano prodotto dalla celebre ditta dott. Graziano Tubi di Lecco e commercializzato dalla ditta Giovanni D’Avenia di Napoli, fabbricanti di pianoforti dal 1860, con sede in via S. Sebastiano 40. Graziano Tubi (Milano 1825 – Lecco 1904) fu un eclettico imprenditore lombardo che fondò l’omonima fabbrica di armonium nel 1860 a Milano e nel 1868 la trasferì a Lecco. Egli, intorno al 1870, ricordando l’invenzione di questo strumento scrisse: Lo studio della musica e il desiderio di possedere un istrumento a tastiera completo e portatile, mi condusse all’invenzione di un armonium portatile applicabile al pianoforte, e quella invenzione mi condusse a stabilire il Italia una fabbrica di armonium, che io stesso dirigo, e che produce attualmente un istrumento completo al giorno….. Lo strumento è contenuto nella custodia originale di cartone pressato e metallo con apertura laterale per inserire il tubo di insufflazione delle dimensioni di mm. 215 x 265 x 515. All’interno del coperchio vi è una pubblicità cartacea della produzione della ditta Tubi con, in alto a sinistra il marchio: DITTA / D. G. TUBI / LECCO ITALIA e in alto a destra il marchio del suonatore di zampogna circondato da tre pecore. L’estensione va dal Fa3 al Do6 e il suono è prodotto dal fiato insufflato nei mantici attraverso un tubo di gomma. Lo strumento risale al settimo decennio del XIX secolo.
Metronomo francese sul modello di Johann Nepomuk Mälzel, databile intorno al 1830. È costituito da una custodia di legno a forma di piramide quadrangolare, con base di mm. 110 e altezza 262, che poggia su due piedini anteriori e uno posteriore. Tutti i lati sono decorati da immagini di putti e fiori, i piedini, la fiamma che sovrasta lo strumento e la parte inferiore allo sportellino sono in bronzo dorato e riccamente decorati. Se si apre lo sportello anteriore si rende visibile, una scala graduata che permette la corrispondenza tra i diversi tempi musicali e il numero di oscillazioni di un pendolo in ferro, munito di tacche trasversali, lungo il quale scorre un cavaliere la cui posizione permette di regolare la scansione del tempo. Il funzionamento dello strumento, attivato da una carica a molla con la chiave posta sul lato destro, si basa su un meccanismo ad orologeria regolato da uno scappamento comandato dal pendolo, il cui periodo è variabile entro un intervallo definito. L’etichetta interna recita: METRONOME DI MAËLZEL / Par J,, WAGNER Neveu / Meccanicien Horologer / Rue Mountmartre N° 118 a Paris / advant rue du Cardian N° 39 / N°…… / Signature de M? Wagner (firma autografa). Il famoso orologiaio Wagner Jean Neveu (Pfalzel 1800, Parigi 1875) arriva a Parigi all'età di 12 anni e fu allievo di suo zio e suo cugino Bernard-Henri Wagner, vivendo nella loro casa a rue Montmartre. Successivamente sposta la sua bottega di orologiaio in Rue Neuve des Petit Champs 47 e infine in rue du Cadran 39, presso lo stesso indirizzo di suo cugino.
Organo ad ancia, costruito a cavallo del XIX e XX secolo, marchiato: Estey Organ Co Brattleboro Lt U.S.A. Questi strumenti furono usati principalmente per l’accompagnamento musicale nelle cappelle metodiste in sostituzione degli organi a canne. Essi funzionano come gli armonium, con delle ance metalliche disposte su di un somiere messe in vibrazione dall’aria pompata da due pedali quando sono liberate dal movimento dei tasti. Questo strumento presenta dieci registri e due ginocchiere.
Transponier-Harmonista. L’harmonista è un dispositivo che permette di produrre armonie complete premendo un solo pulsante, può essere stabilmente alloggiato sulla tastiera di un organo o mobile. L’aggettivo transponier indica il dispositivo mobile che viene fatto scorrere in modo da essere impostato su posizioni diverse sulla tastiera. Due furono i principali costruttori di questi dispositivi, Ernst Erich Liebmann e Emil Müller. Questo strumento è stato costruito nel 1908 da Emil Müller, costruttore di organi a canne a Werdau e armonista adottati da numerose marche di organi, attivo dal 1887 al 1945. Sulla targhetta si legge: Transponier - Harmonista / D.R.G.M. No. 364901. No. 364902 Ausland-Patent angem. Ogni pulsante attiva quattro cilindretti di legno che abbassano i tasti (quando il repere è posizionato sul Do il primo tasto abbassa le note Do, Mi, Sol, Do producendo l’accordo di Do Magg. e così via di seguito). Sulla parte superiore vi sono ventotto tasti (dodici chiari, sei scuri e dieci chiari) che danno la possibilità di eseguire altrettanti accordi. Le dimensioni sono mm.730 x 127 x 73, sulla faccia posteriore vi sono due distanziatori mentre su quella anteriore vi sono due fermi con vite a farfalla per bloccarlo sulla tastiera, la freccia di posizionamento e una striscia di carta con l’indicazione degli accordi.
Carnet da ballo praghese, in metallo dorato e argentato, che veniva tenuto al poso delle dame e serviva a segnare l’ordine dei cavalieri per i balli. È costituito da un gancio superiore con un ricchissimo fregio, tre catenelle con palline dorate e una piuma e un medaglione inferiore con, sul fronte le iniziali sovrapposte M B e sul retro la data: 24. LEDNA (gennaio) 1893 su di un piccolo taccuino con una matita con la testa di avorio.
Metronomi da pianoforte. Il primo, inglese, in legno, marchiato Maelzel, risale ai primi decenni del XX secolo ed è di forma piramidale. Il secondo è un piccolo metronomo da viaggio francese, costruito in bachelite a forma di parallelepipedo, nella prima metà del XX secolo dalla ditta Parquet. Il terzo è un metronomo inglese in ottone, costruito nel 1884 e marchiato: PINFOLDS / RE N° 12445 / BREVETE S.G.D.G. sul cursore dei tempi. È costituito da un pendolo basculante su due piedini, con alla base un peso circolare ed, in alto, un’asticella su cui sono incisi i vari tempi: "PRESTO" "ALLEGRO" "ANDANTE" "ADAGIO" "LARGETTO" e "LARGO" mentre sul retro vi sono le varie velocità (da 48 a 144).
Diapason inglesi nella loro custodia di mogano foderata in velluto azzurro. Sugli strumenti è incisa la dicitura PHILARMONIC e le due note A e C. I diapason sono in acciaio con il piede lanceolato e della lunghezza rispettivamente di mm. 111 e 117 mentre la custodia è di mm. 139 x 32 x 51.
Accordatori in metallo, tedeschi, databili ai primi anni del XX secolo, marchiati Antonie Englberger e contenuti in una scatola di mm. 187 x 20 x 60. Sia gli accordatori che le custodie che i posti nella scatola sono contrassegnati dalle sigle: C. Cis. D. Dis. E. F. Fis. G. Gis. A. B. H. Sono dodici accordatori cilindrici ad ancia metallica di mm. 32 x 8 contenuti in altrettante cilindretti metallici di mm. 38 x 10.
Canne di organo provenienti da uno strumento italiano di probabile fattura settecentesca. Sono un gruppo di ventinove piccole canne in piombo e stagno che emettono le seguenti note: LA, LA#(rotta), DO, DO, DO#, DO#, DO#, RE, RE#, RE#, FA, FA, FA#, SOL, DO#, LA#, LA#, FA, DO#, RE, RE#, MI, FA#, SOL, SOL#, SOL#, LA#, DO, DO#. Le dimensioni vanno da mm. 220 a mm. 320.
Flutina (Harmoniflüte) anonima. Prima metà del XX secolo, probabilmente indiana. Questo strumento è un piccolo armonium ad ancie libere il cui mantice, posto posteriormente, veniva azionato con la mano sinistra mentre la destra si muoveva sulla tastiera. L'estensione è dal Do2 al Re4, i tasti cromatici sono in ebano mentre i diatonici sono placcati in madreperla. La scatola, in abete, misura, a soffietto chiuso, 55 x 29 cm, h 25 cm. Questi strumenti nacquero in Francia ma attualmente sono molto diffusi in India e Pakistan.
Armonium Tubi, italiano a pedali, fine '800, costruttore dott. Graziano Tubi/ Lecco, 4 ottave e 3 registri: Espressione, Flauto e Clarino, costruito in abete mordenzato e palissandro ebanizzato.
Armonium portativo (guida voce) italiano prodotto dalla celebre ditta dott. Graziano Tubi di Lecco e commercializzata dalla ditta Giovanni D’Avenia di Napoli, fabbricanti di pianoforti dal 1860, con sede in via S. Sebastiano 40. Graziano Tubi (Milano 1825 – Lecco 1904) fu un eclettico imprenditore lombardo che fondò l’omonima fabbrica di armonium nel 1860 a Milano e nel 1868 la trasferì a Lecco. Egli, intorno al 1870, ricordando l’invenzione di questo strumento scrisse: Lo studio della musica e il desiderio di possedere un istrumento a tastiera completo e portatile, mi condusse all’invenzione di un armonium portatile applicabile al pianoforte, e quella invenzione mi condusse a stabilire il Italia una fabbrica di armonium, che io stesso dirigo, e che produce attualmente un istrumento completo al giorno….. Lo strumento è contenuto nella custodia originale di cartone pressato e metallo con apertura laterale per inserire il tubo di insufflazione delle dimensioni di mm. 215 x 265 x 515. All’interno del coperchio vi è una pubblicità cartacea della produzione della ditta Tubi con il marchio del suonatore di zampogna circondato da tre pecore. L’estensione va dal Fa3 al Do6 e il suono è prodotto dal fiato insufflato nei mantici attraverso un tubo di gomma. Lo strumento risale agli ultimi decenni del XIX secolo.
Armonium da tavolo, anonimo, in legno chiaro con una graziosa decorazione dipinta sulla parte superiore. Lo strumento è probabilmente italiano e databile alla fine del XIX secolo, presenta una leva, posta sulla sinistra, che aziona i mantici. Il portello superiore è in due pezzi e, aprendolo, si possono vedere 25 tasti (dal Do3 al Do5) azionati dalla mano destra e il somiere con relative molle. Le dimensioni sono mm. 365 x 185 x 200.
Armonium inglese, da camera, costruito a Londra nel 1903 dalla ditta BOYD Ltd Class 39.E' interamente in legno di rovere compresa la tastiera a 39 tasti (dal FA al SOL) ma è privo del sommiere e della ginocchiera.