Tamburello napoletano, fine '800, in origine policromo e con tracce residue di pittura rossa sulla pelle. La cornice, spaccata in un punto, è di faggio con 12 coppie di piattini metallici di cui una mancante. Sui bordi vi sono 7 fiocchetti di tessuto rosso. Misure: Diam. 310, H. 87.
Timpano proveniente dalla regione della Slesia (Polonia al confine con la Repubblica Ceca e la Germania), costruito nella prima metà del XVIII secolo. Gli strumenti francesi erano in ottone mentre quelli tedeschi e inglesi in rame: la caldaia è realizzata in lastre di rame mentre in ferro battuto sono i supporti e le nove borchie laterali a forma di giglio. La tensione della pelle è ottenuta dal cerchio e dai bulloni con testa quadrata forgiati in ferro. Nei timpani del primo settecento la pelle veniva tesa stringendo i tiranti a vite (come in questo strumento), disposti in modo regolare lungo tutto il bordo della caldaia, che premevano il cerchio applicato intorno al bordo. Questi tiranti venivano girati con apposite chiavi per accordare il timpano ma questo procedimento risultò essere troppo lento, scomodo e molto rumoroso per cui, nell’ottocento, le viti tiranti vennero costruite a forma di T, in modo da poterle girare con le mani. Dimensioni: altezza mm. 580, diametro 645, profondità della caldaia 349, all’interno della quale vi è un grande imbuto interno ( schalltrichter ) al di sopra del foro di sfiato.
Tamburo militare francese del periodo Napoleone III. I due cerchi di bordatura in legno sono dipinti, quello superiore in nero quello inferiore in azzurro. La cassa è in rame mentre il meccanismo per il tiraggio della minugia (cordicella posta sulla membrana inferiore) è in ottone. La minugia è costituita da una doppia corda di budello che conferisce al suono maggior brillantezza, raddoppiandone le vibrazioni e dando il suono dell'ottava. Le dimensioni sono 38 cm. di diametro e 27 cm di altezza. Una corda posta tra i due cerchi di bordatura e 9 tiranti di cuoio permettono di tendere le membrane.
Tamburo rullante italiano della seconda metà del XIX secolo. Fascia in rame, pelli originali, 6 tiranti con farfalle che ricordano vagamente il giglio fiorentino. Manca la vite di tiraggio e la minugia sulla pelle inferiore. Il tamburo è alto 165 mm. ed il suo diametro è di 320 mm.
Tamburo rullante da banda, anonimo, databile tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, utilizzato nelle bande pugliesi. Le due pelli si presentano rotte. La cornice è in legno chiaro mentre i bordi ed quattro tiranti con viti a farfalla sono in ottone.
Grancassa anonima, costruita nella seconda metà del XX secolo e utilizzata nella bande salentine. Lo strumento presenta due pelli sintetiche non originali di cm. 68 di diametro, come non originali sono i perni dei cinque tiranti. La cornice è in faggio piegato di cm. 33, presenta due fori di sfogo e una maniglia per il trasporto.
Cappello cinese francese, costruito verso la metà del XIX secolo per la città francese di Chevriere. E' tutto in ottone e reca in cima la scritta Chevriere, dall'alto verso il basso vi è un fregio in ottone a forma di infiorescenza, poi una lira musicale con due campanelli, quindi una pagodina dipinta di rosso con una palla sottostante e ancora sotto un sostegno a forma di barca per 8 sonagli e 2 stellina e, lateralmente, due pezzi di stoffa con il simbolo "C". Questi strumenti fanno parte dell'organico di bande che eseguivano "musica turca" con presenza di percussioni tipiche dei complessi di giannizzeri.
Celesta di piccole dimensioni (celestino, glockenspiel) di area tedesca, costruita all’inizio del XX secolo. La celesta è uno strumento musicale idiofono, ossia che produce il suono mediante il materiale stesso di cui è composto senza l'ausilio di parti poste in tensione: nel caso specifico si tratta di uno strumento a percussione, il cui aspetto è simile a quello di un pianoforte di piccole dimensioni. Il suono, dal caratteristico timbro simile a quello del carillon, viene prodotto da alcune coppette di metallo sospese e percosse tramite un sistema di martelletti comandati da una tastiera come quella del pianoforte. Quindi le sonorità che è in grado di produrre sono flebili, ovattate nel registro grave, luminose nel medio e brillanti nell'acuto. Costruita e brevettata nel 1886 dal francese Auguste Mustel, la celesta fece il suo primo ingresso nel mondo musicale con il balletto Lo Schiaccianoci, di Pëtr Il'ic Cajkovskij, nel brano della Danza della Fata Confetto. Questo strumento è alto mm. 300, largo mm. 460 e profondo, alla tastiera, mm. 271, presenta 25 tasti (dal La 4 al Mi 6) anche se i tasti estremi non producono suoni.
Sistro di una banda militare del Gloucestershire (Inghilterra) dell'inizio del XX secolo. Questo metallofono, simile allo xilofono, è utilizzato spesso nelle fanfare militari perché, grazie ad un'imbracatura, può essere portato in parata. Questo strumento ha una cassa di legno, un'armatura in ghisa e 25 tasti metallici per un'estensione di due ottave (da La3 a La5).
Piatto turco da banda in ottone del diametro di 324 mm. marchiato ZILDJAN & CIE / CONSTANTINOPLE. Impugnatura con una fascetta di cuoio.
Campane tubolari da banda, utilizzate dalla banda di Squinzano (LE) dal 1926. Le campane sono otto (dal Do4 al Do5), costituite da tubi metallici di diametro esterno mm. 19 ed interno mm. 17. Le lunghezze delle campane sono: mm. 618, mm. 584, mm. 550, mm. 527, mm. 497, mm. 473, mm. 445, mm. 430 e sono contenute in un supporto metallico insieme al battente in legno.
Gong da banda utilizzato dalla banda di Squinzano (LE) dal 1926. Lo strumento, anonimo, in ottone è costituito da un disco lenticolare del diametro di mm. 498 ed è inserito in un supporto metallico. Il mazzuolo è in legno con un rivestimento in tessuto rosa.
Gong del '700 di manifattura orientale ma proveniente dal mercato antiquario inglese (il mazzuolo è inglese). Lo strumento è interamente fuso in bronzo, del diametro di 667 mm. e presenta il tipico rigonfiamento centrale, del diam. di 148. Il bordo è di 124 ed è rientrante per un diametro posteriore di 609 ed un peso di ca. 11,8 Kg.
Gong, (serie di quattro), anonimi, di ottima fattura, databili alla metà del XX secolo, interamente in bronzo. Gli strumenti sono del diametro di: 1) mm. 298 ed emette la nota Fa, 2) mm. 345 ed emette la nota Re bem., 3) mm. 378 ed emette la nota Si bem., e 4) mm. 382 ed emette la nota La.
Gong indiano interamente fuso in bronzo, di 41 cm. di diametro, metà '800. Il gong è sorretto da una struttura in palissandro straordinariamente intarsiata.