Lira-chitarra napoletana recante il timbro JORIO / NAPOLI, alla base della tavola. All’interno vi è un cartiglio rosso scuro e, a lettere dorate, vi è la scritta 1834 / DUC. 24. / G. C. che sono le iniziali del committente, iniziali riportate anche nello stemma in madreperla sulla paletta. La lunghezza totale dalla paletta è mm. 866, larghezza cassa al centro mm. 350, lunghezza tastiera mm. 452, diapason mm. 625, larghezza fra i bracci mm. 342, spessore fasce dalla base mm. 110, centrale mm. 80, punte bracci mm. 19. Questo strumento ebbe il suo massimo splendore nel periodo neoclassico, specialmente in Francia ed in Italia fino ai primi decenni del XIX secolo. Fondo e fasce in acero, tavola in abete con fregi a motivi floreali in ebano, buca a mezzaluna e piccole buche ovoidali sulle braccia, quadrupla filettatura in ebano e abete sui bordi ed intorno alle buche, tastiera in palissandro con 21 tasti e la congiunzione tra manico e cassa tra il 17° e il 18°, bronzi dorati a forma di serpenti congiungono gli apici dei bracci alla paletta.








































Chitarra francese, fabbricata probabilmente dalla liuteria Mirecourt, attiva a Parigi dal 1780 al 1820. Lo strumento, ha la tavola in un unico pezzo di abete, con filettature in ebano, 5 intorno alla buca e 3 sul contorno. Il fondo, in due parti, e le fasce sono in acero, la tastiera, la paletta ed i piroli in ebano ed il manico in noce. La paletta ad 8 è innestata a V sul manico. La tavola armonica prosegue sul manico e presenta 6 tasti metallici mentre la tastiera, sullo stesso piano della tavola, ne presenta 11. In avorio sono 3 bottoni per la cinghia, il fondo del tacco, la parte superiore del ponticello e dei piroli i quali presentano sulla testa una decorazione in madreperla.





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Chitarra Fabricatore. Il cartiglio interno reca la dicitura: Gennaro Fabricatore / anno1820 Napoli / Strada S. Giacomo N 42. La tavola è in abete e presenta una ricca decorazione floreale in ebano sulla parte inferiore mentre la buca, i bordi ed il contorno della tastiera sono abbelliti da una quadrupla filettatura di ebano ed osso di balena alternati. Fondo e fasce sono in acero marezzato, la tastiera, in ebano, continua incassata nella tavola per gli ultimi 8 tasti. Il manico e la paletta sono impiallacciati in ebano, vi sono 19 tasti in ottone ed un bottone reggicorda in avorio, il ponticello ed i sei piroli non sono originali.Il restauro è stato eseguito da Fabio Zontini.


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Chitarra battente di autore anonimo dell’Italia Meridionale, databile alla metà del XVIII secolo. Presenta cinque ordini di corde più una corda aggiunta tra la terza e la quarta tale da triplicare il secondo ordine come nella tradizione pugliese. La tavola è in abete, in due pezzi, uniti all’altezza del ponticello in avorio, il quale è fisso, e prosegue sul manico fino al primo tasto. La buca mostra i segni di una rosetta in carta, attualmente perduta, ed e circondata da un fregio metallico (argento?) immerso in uno stucco nero. Le corde sono agganciate all’estremità delle fasce a cinque pioli di avorio, dello stesso materiale è il bottone per la cinghia e il capotasto. Il manico, in legno ebanizzato, presenta otto tasti metallici mentre la paletta ha undici fori per i piroli, uno per la cinghia e un decoro mediano, geometrico, in osso ed ebano. La cassa ha la caratteristica forma bombata, costituita da fasce di legno scuro alternato a sottili listelli di legno chiaro, otto per i laterali e ventuno per il fondo, dalla parte dei bassi vi sono due fori di sfogo mentre da quella de3gli acuti tre. Le misure sono: lunghezza totale mm. 874, lunghezza manico mm. 220, diapason mm. 453, lunghezza cassa mm. 775, larghezza massima mm. 273, larghezza minima mm. 185, larghezza buca mm. 87, larghezza cassa sup. mm. 215, altezza delle fasce mm. 99 e mm. 112.








































Chitarra armonica a meccanica, a dieci corde: le prime, due di canto, singole e le altre quattro a cori di due corde. Il cartiglio interno è rettangolare con la dicitura: stemma reale / PASQUALE VINACCIA E FIGLI / Fabbricanti di Strumenti Armonici / DI S. M. La REGINA d’ITALIA / Rua Catalana N° 53 / NAPOLI Anno 1881. La chitarra, completa di custodia in legno foderata di velluto blu, fu costruita per il sig. Domenico Colucci di Martina Franca, ci sono infatti una corona e le sue iniziali in metallo sulla paletta e il contratto di vendita a lui intestato. Lo strumento ha la meccanica “coperta” con paletta, manico e tastiera in palissandro, ha diciotto tasti metallici con 4 segnatasti in madreperla (5°, 7°, 10°, 12°), il fondo, in due pezzi e le fasce sono in acero marezzato con filettatura in ebano. Il piano armonico è in abete contornato da quintupla filettatura in ebano con buca tonda e fregi in madreperla e filetti di ebano, il largo battipenna e il ponticello sono in tartaruga, le farfalle della meccanica e i pioli della corde sono in avorio. Le dimensioni sono: lunghezza totale mm 931; lunghezza cassa mm 445; lunghezza manico mm 298; larghezza cassa parte sup. mm 240; larghezza cassa parte inf. mm 302; larghezza cassa alle rientranze mm 176; altezza fasce mm 72, mm 83; lunghezza vibrante mm 603; diametro buca mm 79.








































Chitarra battente napoletana, probabile manifattura Vinaccia, Napoli, fine ‘700, armata con cinque cori di corde doppie. Tavola in abete, intarsiata con madreperla, fascia in acero, guscio in 13 doghe di acero filettato, manico e paletta in ebano con intarsi in madreperla, piroli in pero.







































Chitarra italiana anonima, area lombarda, fine '700, tavola armonica in un unico pezzo di abete rosso con quadrupla filettatura sul bordo ed intorno alla buca e fregi in madreperla intorno alla stessa, Il fondo, in un unico pezzo con un vecchio e vistoso restauro, e le fasce sono in acero. La paletta ad otto, innestata a V sul manico, la tastiera, che porta 18 tasti metallici, ed il manico sono in palissandro ebanizzato, i piroli sono in ebano. Misure: L. tot. 894, L. man. 308, L. sup. 235, L. R. 169, L. inf. 299, H. 81, buca 78, L. V. 607. .







































Chitarra lombardo-veneta, anonima, fine XVIII sec., paletta, tipicamente ad otto, ed il manico sono ebanizzati, piroli in ebano. La paletta è innestata a++sul manico, la tastiera, ebanizzata, presenta 19 tasti in ottone. Il fondo, in un unico pezzo, e le fasce sono in acero, la tavola, in un unico pezzo, è in abete rosso con una tripla filettatura scura ripetuta anche intorno alla buca ed alla tastiera. Le misure sono: L. tot. 908, L. man. 304, L. sup. 238, L. R. 177, L. inf. 298, H. 80, buca 76, L. V. 608.






































Chitarra siciliana, circa 1860, liutaio Giuseppe Puglisi, Catania, manico e paletta ebanizzati, piroli a vite, capotasto in avorio, 17 tasti metallici, pioli in osso, fondo e fasce in acero, tavola in abete rosso filettato e madreperla.. Il cartiglio, tondo e poco leggibile, reca la scritta: Giuseppe Pugliesi / Catania / Sicilia. Al centro stella su raggiera, al di sotto della quale si intuisce un uccello (colomba, aquila?) dalla cui bocca partono nastri svolazzanti.
















































Chitarra siciliana, il cartiglio interno mostra la scritta: G. PUGLISI-REALE & FIGLI / STRUMENTI MUSICALI A CORDA / PRIMO STABILIMENTO ITALIANO / ape in cerchio / PER LA FBBRICAZIONE DI / CATANIA. La tavola è in abete e presenta una ricca decorazione in ebano e pasta d’avorio sui bordi ed intorno alla buca, il ponticello è in legno intagliato e vi è un ricco fregio a forma di farfalla in tartaruga, madreperla e pasta d’avorio sotto la buca. Sulla tavola vi è anche il marchio in ovale. Il fondo, in due parti, e le fasce sono in palissandro. Il manico e la paletta sono ebanizzati e la tastiera monta 18 tasti in ottone.





































Chitarra italiana, meta’ '800, manico e paletta ebanizzati, piroli a vite, 18 tasti metallici, fondo in 2 parti e fasce in acero, tavola armonica in abete rosso con fregi in madreperla.









































Chitarra pugliese, costruita nel 1927, il cartiglio reca la dicitura FABBRICA DI STRUMENTI MUSICALI A CORDA / Premiata all'Esposizione di Torino 1898 / VITO GARGANESE FU VITO / MONOPOLI (Italia) / firma autografa 1927. Fondo unico e fasce in acero marezzato, tavola in abete con triplo filetto in ebano, manico in palissandro. Tastiera in palissandro con 18 tasti e fregi in madreperla, meccanica originale con farfalle in osso.




































Chitarra pugliese, ultimo decennio dell’ ‘800, cartiglio recante la dicitura "Fabbrica di strumenti musicali a corda Vito Garganese fu Vito di Monopoli". Fondo in un unico pezzo e fasce in pioppo, forma a 8 molto pronunciata, piano armonico in abete, manico in pioppo, tastiera ebanizzata con 18 tasti e fregi in madreperla, meccanica di restauro.





































Chitarra a 9 corde, italiana, metà '800, "Fabbrica d'istrumenti da corda Pasquale Rutigliano" Corato, manico e paletta in noce, piroli a vite, capotasto in osso, 17 tasti metallici, fondo in 2 parti, fasce e tavola in abete, fregi in cuoio nero applicati e disegni di color nero.








































Chitarra armonica a dieci corde: le prime, due di canto, singole e le altre quattro a cori di due corde. Il cartiglio interno è rettangolare con la dicitura: suonatrice di lira / GAETANO VINACCIA / In Napoli - Rua Catalana Numero 46 / 1850. Lo strumento ha la meccanica a pioli (tre dei quali non originali) con paletta, manico e tastiera in palissandro, ha diciassette tasti metallici, il fondo, in un solo pezzo, e le fasce sono in acero con filettatura in ebano. Il piano armonico è in abete contornato da tripla filettatura in ebano con buca tonda e un ricco fregio in ebano sotto il ponticello con al centro le iniziali del committente D M. Le dimensioni sono: lunghezza totale mm 923; lunghezza cassa mm 440; larghezza cassa parte sup. mm 240; larghezza cassa parte inf. mm 303; larghezza cassa alle rientranze mm 161; altezza fasce mm. 68 - 87; lunghezza vibrante mm 631; diametro buca mm 82.





































Chitarra anonima databile tra la fine del XIX sec. e i primi del XX. La tastiera, in legno ebanizzato monta 18 tasti metallici, le farfalle della meccanica sono in osso, il piano in abete con tripla filettatura e il fondo e le fasce sono in palissandro. La lunghezza totale è di mm. 928, il diapason di mm. 621, la buca è di mm.76, le fasce sono di mm. 67 - 75, larghezza cassa parte sup. mm 223, larghezza cassa parte inf. mm 302, larghezza cassa alle rientranze mm 179.








































Chitarra italiana anonima, costruita probabilmente nel secondo quarto del XX secolo. È costituita da guscio di tartaruga che funge da fondo, le fasce sono anch’esse in tartaruga mentre il piano armonico è in abete con una buca tonda di mm.71, piano e buca sono contornati da un fregio in ebano e madreperla. Il manico e la paletta sono in legno chiaro mentre la tastiera è in palissandro con 17 tasti metallici. La meccanica presenta farfalle in osso mentre il ponticello e il tiracorde sono in alluminio. Lo strumento è lungo mm. 902 e largo mm. 398.








































Chitarra classica spagnola, databile alla metà del XX secolo, con impressa, sulla tavola, la scritta Royal. Lo strumento ha la tavola in abete, fondo e fasce in acero, tastiera in palissandro ed il manico monta diciotto tasti metallici. La lunghezza totale è di mm. 943, il diapason di mm. 621, la buca è di mm. 86, le fasce sono di mm. 85, larghezza cassa parte sup. mm 263, larghezza cassa parte inf. mm 345, larghezza cassa alle rientranze mm 233.








































Chitarra anonima, costruita da un liutaio esperto tra il secondo ed il terzo decennio del XX secolo. Lo strumento ha il fondo, in due parti, e le fasce in palissandro, la tavola in abete di ottima qualità con venature regolari e fitte contornate da una triplice filettatura bianca, il ponticello è successivo. La buca è contornata da due triplici filettature in legno scuro in mezzo ai quali vi è un bel fregio in madreperla. Le meccaniche hanno farfalle in osso mentre il manico è in noce e presenta 17 tasti che, sulla tavola, sono presenti solo per le corde acute.





































Chitarra popolare spagnola costruita dalla liuteria Savarez, fine '800. Tavola di abete a venature larghe, fondo e fasce in acero, tastiera ebanizzata, paletta con 6 piroli non coevi.









































Chitarra spagnola a sei corde costruita nella seconda metà del XIX secolo ed importata in Italia, infatti il cartiglio interno reca l'indicazione degli importatori Maccolini-Viscardo di Milano. La bella fattura dello strumento e le dimensioni lievemente ridotte possono farla attribuire a Torres o Pages, le meccaniche sono a farfalla tipo Aguado. Lo strumento ha una tavola in abete ed un ricco decoro floreale intorno alla buca, fondo e fasce in acero. La tastiera, in ebano, è l'unica parte non originale in quanto restaurata dal liutaio Pio Montanari di Genova.





































Ukulele, chitarra popolare spagnola a 4 corde, della prima metà del XX secolo. Le dimensioni totali sono di 550 mm. mentre la cassa è di 250 mm. Il cartigli reca la dicitura ANTIGUA FABRICA / de GUITARRAS / FUNDADA EN 1890 / DE / José Serratosa / ANCHA 50 BARCELONA / Especialidad en Guitarras / con mango desmontable. Il fondo (in 2 parti) e le fasce sono in palissandro, la tavola in abete, manico e paletta in noce, tastiera con 18 tasti in palissandro. I 4 piroli sono di violino.





































Chitarra tedesca fine '800, marchiata " SONORA". Fondo in due parti e fasce in acero, tavola in abete senza la consueta buca ma con due aperture vagamente a forma di "effe", manico e cavigliere (innestato sul manico all'altezza del II tasto) in noce, 18 tasti metallici.









































Chitarra Paulus Germania 1920, recante sul cavigliere una piccola targa con il nome del costruttore: EDMUND PAULUS, Markneukirchen. Fondo in due parti e fasce in acero, tavola in abete con tripla filettatura in ebano, buca tonda con quadrupla filettatura. Di legno ebanizzato sono la paletta, il manico e la tastiera con 18 tasti metallici.








































Chitarra tedesca, anonima, recante sul cavigliere una targhetta in ottone con il nome del venditore svizzero: W. Fischer / Musikhaus / CHUR. Lo strumento, costruito nella prima metà del XX secolo, presenta una tavola in abete; fondo, fasce, manico e cavigliere in acero ricoperto da una vernice gialla; tastiera in palissandro con18 tasti metallici.







































Chitarra ungherese il cui cartiglio mostra la dicitura: FRANZ HACKHOFER / LAUTEN U GEIGENMACHER / IN PEST ANNO 1831. Questo costruttore fu attivo fino al 1836 in Pest che, nel 1873 unendosi a Buda, diede origine a Budapest. La chitarra presenta un otto molto pronunciato con dimensioni: lunghezza totale mm 922; lunghezza cassa mm 438; lunghezza manico mm 308; larghezza cassa parte sup. mm 254; larghezza cassa parte inf. mm 312; larghezza cassa alle rientranze mm 182; altezza fasce mm 74, mm 82; lunghezza vibrante mm 635; diametro buca mm 86. Lo strumento ha il pano armonico in abete con una esile filettatura intorno al piano ed alla buca circolare. Il fondo e le fasce sono in acero marezzato, manico e tastiera in legno ebanizzato. La tastiera presenta 19 tasti in ottone e giunge fino alla buca. Il cavigliere, dalla forma a virgola, ha sei piroli ed un foro per la tracolla.







































Arpa-chitarra costruita nel 1835. All’interno il cartiglio recita: EMILIUS N. SCHERR / Piano Forte and Organ Builder & c. / PHILADELPHIA / No. 264 Market Street / all kinds of Musical Instruments Repaired; mentre sulla buca è scritto: PATENT / Harp Guitar. Emilius Nicolai Scherr (Copenhaghen 23/5/1794 – Philadelphia 14/8/1874), figlio del costruttore danese di pianoforti Johan, cominciò la sua carriera in Danimarca per trasferirsi nel 1819 a Linz e, nel 1822 a Philadelphia dove, fino al 1836, ebbe la sua fabbrica di piani, organi e chitarre al 264 di High Street. Rimase attivo nella produzione di pianoforti fino al 1855 collaborando con Lars Jørgen Rudolf Olsen. La tavola presenta una decorazione floreale in palissandro, una seconda buca posta al piede e il ponticello in ebano, sul fondo vi è una ricca decorazione dorata e la paletta è sormontata da due teste di rapaci. Le dimensioni sono: lunghezza mm. 1520, larghezza mm. 330, profondità mm. 87. Cassa e manico sono in palissandro, la tavola in abete rosso, le farfalle della meccanica, il capotasto e i piedini sono in avorio mentre i diciannove tasti e la meccanica sono in ottone.







































Tiple requinto a dieci corde, costruito a Bucaramanga (Colombia) nel primo decennio del XX secolo. Questo strumento, armato con corde metalliche, accordato: mi mi – si si si – sol Sol sol – re Re, derivato dalla viola da terra portoghese, è divenuto uno degli strumenti più diffusi in Colombia. Il marchio interno recita: JOSE ANTONIO MADERO / FABRICANTE / DE TYPLES, BADOLAS Y GUITARRAS / BUCARAMANGA. Lo strumento è lungo mm. 822, largo max. mm. 266 e min. 169, con un diapason di mm. 535. Sulla tavola armonica, in abete, vi è la buca tonda del diametro di mm. 85, con un fregio con inserti in madreperla e le iniziali del proprietario T R B. Le fasce, alte mm. 81, ed il fondo, in due pezzi, il manico e la paletta, vuota all’interno, sono in mogano. Vi sono dieci piroli di cui un non originale ed una elegante custodia in legno con, all’interno, velluto amaranto ed uno specchio.







































Chitarra argentina Nuñez, costruita a Buenos Aires nel 1927 ca. Il cartiglio interno, in stile liberty, è molto rovinato, si intravede la scritta Antigua Fàbrica../..de oro../..vue../ Para../ j music../ DE TODA CLAS../ 1431 CALLE.. / Buenos Aires../Imp. P. Milano corrientes 1040. La manifattura Nuñez, fondata da Francisco nel 1858, è la più importante fabbrica argentina di chitarre e di accessori. Ha ottenuto numerosi premi ed ha pubblicato anche partiture per chitarra. La forma della cassa è sul modello spagnolo, con fondo e fasce in acero di buona qualità e la tavola in abete con un bell’intarsio intorno al bordo ed alla buca. Attorno alla buca vi è un motivo ornamentale in ebano e madreperla. La tastiera è ebanizzata e monta 18 tasti metallici. La custodia è originale mentre il ponticello e la meccanica non lo sono.




































Chitarra a due manici (kontragitarre), anonima, costruita in Germania o in Austria nei primi decenni del XX secolo. Lo strumento presenta un manico normale a sei corde ed una supplementare con altre sei corde non tastabili. Il piano armonico, in abete, presenta alcune fratture ben restaurate, il ponticello è di restauro, ed il battipenna probabilmente non è originale. Il fondo e le fasce sono in acero, I manici sono in legno dipinto di nero, con ventitré tasti e sono regolabili tramite una vite posta sulla cassa dello strumento e le meccaniche a farfalla. Dimensioni: lunghezza totale 100 mm.; lunghezza cassa mm 457; lunghezza manico mm 505; lunghezza manico supplementare mm 535; larghezza cassa parte sup. mm 264; larghezza cassa parte inf. mm 359; larghezza cassa alle rientranze mm 201 ; altezza fasce mm 73, mm 93; lunghezza vibrante mm 647; diametro buca mm 89.




































Chitarra hawaiana (Lap-Steel) con basso volante, costruita intorno al 1920, su indicazione di Gian Battista Noceti (Genova 1874-Roma 1957), l’inventore della chitarpa. La chitarra hawaiana nasce nel 1909 adopera di un liutaio emigrato di origine Norvegese, Chris J. Knutsen. Nel 1914 Weissenborn, costruisce chitarre dalla tipica forma, tuttora adottata, suonate tramite una barra di metallo o tone bar, piena e pesante, in posizione orizzontale; pensate per stare ergonomicamente e comodamente appoggiate sulle ginocchia del musicista, da cui il termine Lap-Steel. Il cartiglio interno reca la dicitura: Chitarra Hawaiana / Sistema Noceti. La grossa cassa di risonanza continua nel manico, completamente vuoto, e termina all’altezza del capotasto, mentre sulla tastiera vi sono cinque fori al posto dei segnali in madreperla ed i tasti sono solo disegnati. Il capotasto e il ponticello sono dei piccoli tubi metallici e la paletta si prolunga all’esterno per accogliere il basso volante. La lunghezza complessiva è di mm. 978 mentre l’altezza delle fasce è di mm. 99.




































Chitarra-banjo a sei corde, marchiata EMPERADOR. Questo è stato uno dei marchi della linea Cort di Westheimer Musical Instruments, Chicago, 56 W. 103d St., Illinois fino al 1960. Questo strumento nasce per soddisfare l’esigenza dei musicisti country americani, abituati a suonare la chitarra, ma che volevano sonorità tipiche del banjo senza essere costretti a imparare un nuovo strumento. Questo strumento ha manico in palissandro con segnatasti in madreperla, fondo e fasce in mogano con filetti in legno chiaro, cerchio della pelle in alluminio con meccanica e tiranti cromati, ed infine tavola in pelle naturale. La lunghezza totale è di mm. 900, il diametro del risuonatore di mm. 335 mentre quello della pelle mm. 280.




































Chitarra elettrica Fender tipo Stratocaster, numero di serie MN8309477, costruita nell’ultimo decennio del ‘900. Lo strumento è in acero verniciato di rosso cupo con battipenna bianco. Manico e paletta in un unico pezzo di acero chiaro con meccaniche tutte sulla parte sinistra del cavigliere e 21 tasti metallici. Sulla faccia anteriore della cassa sono presenti tre manopole (volume e due toni), la leva di comando per i pick-up, tre pick-up e la presa per l’amplificatore. Dimensioni: lunghezza totale mm 981; lunghezza cassa mm 401; lunghezza manico e cavigliere mm 580; larghezza cassa parte sup. mm 264; larghezza cassa parte inf. mm 309; larghezza cassa alle rientranze mm 218; altezza cassa mm 44; lunghezza vibrante mm 643.









































Cigar box guitar, strumento musicale rudimentale, appartenente alla famiglia dei cordofoni. Lo strumento veniva costruito con mezzi di fortuna, come scatole di sigari appunto, dai braccianti afroamericani negli stati meridionali degli USA. Questi particolari oggetti si diffusero a partire dal 1800, quando i sigari iniziarono ad essere commercializzati nelle scatole piuttosto che nei barili. Esistono parecchie varianti dello strumento dipendenti per lo più dai mezzi che si riuscivano a reperire per la costruzione. Venivano costruiti modelli con e senza tasti, e da una a fino a un massimo di sei corde. La variante più diffusa è quella a 3 corde con tasti, la più rudimentale a una corda e senza tasti. Spesso quest'ultima era costituita da un legno di scopa come manico. Fa parte degli strumenti che diede origine al delta blues e le tecniche più usate (soprattutto nella variante senza tasti) sono lo slap e lo slide (o bottleneck). L'accordatura dello strumento segue solitamente le ultime corde della chitarra ma più spesso le accordature aperte più adatte alla tecnica bottleneck. Questo strumento è stato realizzato da Liuteria Elettrica di Torino con una scatola di sigari cubani H. UPMANN e un manico di scopa, non ha tasti, ha una sola corda, una vecchia chiave per ponticello e un pirolo di violino per l'accordatura.


















Liuto-chitarra con bordoni Norimberga, Germania, liutaio August Schultz fabbricato il 14.7.1909 per il sig. Carl Wallendo, cantante di opera a Kiel, 2° cavigliere in legno scolpito con testa femminile, manico in palissandro, ponticello e tastiera in ebano, tasti del tipo ondulato-scavato, 11 doghe in acero, tavola in abete.

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della Società Italiana del Liuto, cliccando qui











































Chitarra-liuto, tedesca, anonima, della prima metà del XX secolo. Questo strumento ha il manico della chitarra e la cassa spiccatamente piriforme come quella del liuto. La tavola è in abete con una filettatura in avorite, la buca presenta un ricco rosone intagliato a forma di tralci e foglie di vite ed il guscio è formato da 11 doghe di acero con vernice chiara. La cassetta delle meccaniche è lunga e stretta e termina con una testa muliebre. La tastiera, in palissandro, presenta 17 tasti metallici.








































Chitarra-liuto con bordoni, tedesca dell'inizio del XX secolo. Il guscio, a forma di liuto, è formato da 11 doghe in acero separate da filetti in ebano. La tavola è in abete con filettature in palissandro, e presenta la scritta Goldberg, la rosa centrale è formata da sei pentagoni embricati fra loro e da motivi floreali. La tastiera, in ebano, presenta 8 tasti ondulato-scavati, mentre altri 6 tasti metallici sono direttamente sulla tavola. Le meccaniche sono in osso ed il secondo cavigliere, che monta le tre corde di bordone, è sormontato da una cimasa a forma di quadrifoglio.







































Mandora, chitarra ad imitazione di liuto, derivata dal gallicone. Germania, primi decenni del ‘900, cartiglio recante la dicitura: MIGMA Vogtländische Qualitätsarheit Meister W. Gessinger. Tavola in abete con filettatura in avorio e in ebano, tastiera di palissandro con 9 tasti del tipo ondulato-scavato, e 5 tasti sulla tavola, guscio ad 11 fasce di acero verniciato, cavigliere a falcetto.